Bronteion
I libri ci parlano ... metti le cuffie
Mauro Lenzi, 42 anni, imprenditore informatico, socio fondatore
E' possibile, in una società frenetica e caotica come la nostra, riscoprire
l'antico piacere dell'ascolto di una buona narrazione? E chi l'ha detto che
romanzi, saggi, poesie, guide, debbano per forza essere stampati su carta o
visualizzati su monitor e non possano, invece, essere fatti anche di voce e
parole pronunciate?
Oggi le recenti tecnologie ci danno nuove opportunità di ascolto. Mentre siamo
in macchina, in viaggio, in fila ad uno sportello. Ipod, cellulari,
smart-phone: di solito li usiamo per la musica, ma in Italia il mercato degli
audiolibri è ancora tutto da sviluppare. Per farlo c'è ora una nuova società:
Bronteion. E' nata a Bologna pochi mesi
fa, ma sta già lavorando al suo primo prodotto editoriale: una collana di
audio-volumi sulla storia medievale, destinata ad appassionati e studenti.
"Grazie alla pre-incubazione di I Tech Off, l'anno scorso, abbiamo e
laborato un buon business-plan che ci è valso il premio Start Cup, la
competizione dell'incubatore dell'Università di Bologna. Ad un anno di
distanza, lo staff di I Tech Off continua a sostenerci, soprattutto nello
sviluppo di nuove relazioni".
A parlare è Mauro Lenzi, che di Bronteion è l'ideatore.
- Mauro, tu hai 42 anni, una moglie, due bambine e già un'altra azienda, com'è
nato il desiderio di tentare anche questa nuova esperienza?
- Dal piacere personale di ascoltare una buona lettura e dalla
consapevolezza che in Italia c'è un vuoto di mercato in questo ambito. Ne ho
parlato con un paio di conoscenti: rapporti nati in ambito lavorativo. Ci
siamo trovati d'accordo e siamo partiti.
- Perché "Bronteion"? Cosa significa?
- Bronteion era la macchina del tuono nell'antico teatro greco. Quella che
serviva cioè a riprodurre sulla scena il rombo del tuono. E' una parola che
mi piace, che ha a che fare con il teatro e, in fondo, in epoche in cui non
esistevano le registrazioni, con la narrazione collettiva.