|
|
Le imprese di I Tech Off dicono...
Alessandro Bevilacqua
|
ALMAVISION - "Almavision è uno spin off che annovera tra
i suoi soci l'ateneo bolognese e ha seguito un percorso particolare: prima
Spinner per la creazione d'impresa, poi l'incubazione quasi in
contemporanea presso Arces e I Tech Off. Alla base del nostro lavoro c'è
un gruppo di ricerca che incorpora anche persone con esperienza
professionale o aziendale e ha realizzato rapidamente un primo prodotto
commercializzabile. Di I Tech Off abbiamo utilizzato soprattutto le
consulenze tecniche e legali. Se dovessi dare le pagelle, assegnerei un
voto molto alto, tra il 9 e il 10, alla funzione svolta da Spinner. Voto
leggermente più basso, diciamo 9 meno, alla qualità delle consulenze I
Tech Off. Non quantificabile per il suo enorme valore, invece, il ruolo
giocato dall'incubazione fisica, logistica, che nel nostro caso si chiama
Arces. Complessivamente, dunque, un'esperienza ottima. Due suggerimenti a
I Tech Off. Operare presso il Ministero o altri soggetti perché le imprese
ricevano borse finalizzate allo sviluppo dei loro prodotti. Prevedere
servizi centralizzati per le esigenze comuni a tutti i beneficiari: dalla
grafica, agli acquisti, alla brochure aziendale."
|
Silvia Ghezzi
|
ECONOETICA - "I Tech Off è lo scenario della nostra
storia. Siamo stati ammessi alla pre-incubazione con un'idea d'impresa
che, tre mesi dopo, era già stata abbandonata a favore di quello che è
tuttora il nostro prodotto-leader. Arianna, guida multimediale per le
città d'arte, è nata qui. Ora siamo a fine incubazione e possiamo misurare
la nostra crescita con le difficoltà che ci siamo lasciati alle spalle e
con quelle che scopriamo strada facendo. La sede è un'ottima opportunità e
questa, oltre tutto, è una bella location. La formazione e le consulenze,
specialmente nella fase iniziale, sono molto utili. E del nostro tutor
posso solo dir bene, tant'è che lo abbiamo ingaggiato come
commercialista. E' un consulente vero, non si limita a fare i conti. Penso
però che occorra più orientamento delle imprese da parte dell'incubatore.
Sia nella gestione interna, per istituzionalizzare la comunicazione e le
sinergie tra di noi, oggi assolutamente casuali. Sia nella scelta dei
consulenti, per tarare l'uso del monte-ore sugli specialismi più
congeniali alle caratteristiche delle singole aziende. Se, come credo, il
successo di un incubatore dipende dal successo delle sue imprese, in
futuro occorrerà un'impostazione più finalizzata al profitto, quindi
all'acquisizione di finanziamenti e di clientela."
|
Luca Faggioli
|
OPENLIVEN - "Il nostro è un gruppo di tecnici con
trascorsi da dipendenti in aziende private ma privi di esperienza
imprenditoriale. Io, prima di decidermi al grande salto, ho lavorato sette
anni in Italia e in Germania.Tra qualche mese usciremo dall'incubazione e,
se mi guardo indietro, mi rendo conto di quanto siamo cresciuti. Dobbiamo
tutto a I Tech Off ma credo che si potrebbe fare di più. All'interno:
dando maggiore continuità alla consulenza strategica. All'esterno:
valorizzando il ruolo dell'incubatore e quindi delle nostre imprese nelle
relazioni col territorio. Credo sia un problema comune a tutte le aziende
incubate: grosso potenziale tecnico e persistente immaturità
imprenditoriale. La sede è il beneficio più consistente, la formazione e
le consulenze sono utili, ma, se dovessi suggerire qualcosa per il futuro,
direi: fare di I Tech Off l'ufficio marketing delle imprese incubate."
|
Marco Villanti
|
MEXAGE - "Siamo un gruppo di ricercatori e abbiamo
scoperto I Tech Off grazie a un'iniziativa della facoltà di ingegneria. I
primi passi si sono rivelati critici ma utilissimi per crescere: la
bocciatura del business plan elaborato alla fine della pre-incubazione ci
ha fatto riflettere sui nostri limiti e correggere il tiro. Rielaborato il
piano, siamo stati ammessi alla fase due e ora siamo al sesto mese di
incubazione con buoni riscontri su alcune voci e meno su altre. La sede
attrezzata è il servizio più utile per chi è agli esordi. La formazione è
fondamentale nella fase iniziale, poi avremmo apprezzato un cambio di
format. Buone le consulenze professionali, peraltro non ancora sfruttate a
pieno. Dal tutor mi aspettavo di più, non solo l'individuazione degli
errori. A ridarci fiducia nei passaggi difficili è stata l'attenzione e la
cura con cui siamo stati seguiti dal gruppo che gestisce I Tech Off. E'
una quinta voce da aggiungere alle altre, per noi la più sorprendente e
preziosa. Per il futuro suggerirei una formazione più mirata nella fase
d'incubazione e consulenze strategiche che diano indicazioni più
operative."
|
Stefano Natali
|
MEEO - "Mi sono affacciato sul mercato come ricercatore
ma la mia formazione è più aziendale che accademica. Qualche assegno di
ricerca, poi due anni nel settore privato fino al 2004. MEEO nasce come
spin off aziendale ma prende corpo come progetto autonomo: l'azienda ci ha
abbandonato quasi subito e decidere di proseguire non è stato facile.
Questo mercato - parlo dell'elaborazione di immagini da satellite -
quattro anni fa era agli esordi, è stato Google ad accelerarne la
crescita. Nella creazione d'impresa ha avuto un ruolo fondamentale
l'esperienza di Spinner, ma la consapevolezza delle opportunità e dei
problemi è maturata con I Tech Off, dove siamo stati ammessi direttamente
alla fase due, l'incubazione. Più che la parte formativa, abbastanza
generica per noi, abbiamo apprezzato molto le consulenze e la qualità dei
consulenti. In particolare, si è rivelato prezioso il ricorso all'area
legale, dato che i nostri campi d'interesse - licenze software e proprietà
intellettuale - toccano materie complesse, legate soprattutto al mercato e
alla legislazione internazionale. A esperienza conclusa, se dovessi dare
un suggerimento per il futuro, inviterei I Tech Off a focalizzare
maggiormente l'attenzione sul fabbisogno informativo proprio di
neo-imprese a forte connotazione innovativa."
|
Silvia Bonucci
|
POCKETECHNOLOGY - "I Tech Off è un bel ricordo, legato a
un progetto che ho dovuto abbandonare per motivi privati: il ritiro del
mio unico socio mi avrebbe costretta a proseguire da sola e non ce l'avrei
fatta. Ho compiuto altre scelte, tengo corsi di informatica e mi occupo a
tempo pieno di mia figlia. Ha due mesi, è la realizzazione di un sogno.
Ero arrivata all'incubatore quasi per caso, su segnalazione di un amico
che l'aveva scoperto in rete. Volevo dare base imprenditoriale a un
prodotto di mia ideazione che permette di tagliare i tempi morti legati
all'accesso ai dati aziendali. L'ho allegato alla domanda e sono stata
selezionata per la pre-incubazione, l'abc di un'impresa nascente. E' stata
un'esperienza molto utile per me, anche se non ho potuto portarla a
termine. Bella la squadra, buona la parte formativa, ottime le consulenze
personalizzate. Con I Tech Off sono stata anche a R2B 2007, ma il punto
critico credo sia proprio quello dell'incontro con la potenziale
clientela."
|
Kussai Shanin
|
MAVIGEX - "Ingegnere elettronico, qualche anno di
insegnamento e una decina come esperto di ICT, nel 2005 ho dato vita a
Mavigex insieme con un docente e un ricercatore universitari, occupandomi
soprattutto di innovazione e trasferimento tecnologico. In Italia si parla
molto di queste cose, ma lo strumento incubazione d'impresa stenta ancora
ad affermarsi. I Tech Off è la soluzione ideale per chi ha una buona idea
da verificare e pochi soldi per farlo in proprio: non solo perché offre
sedi e supporti logistici, pure decisivi per chi muove i primi passi, ma
perché aiuta a mettere a fuoco il piano industriale, ad assumere un'ottica
aziendale. Utilissime le consulenze degli esperti, fondamentale il
consulente strategico: una persona dotata di esperienza industriale con
cui periodicamente fare il punto sullo stato dell'arte. Anche la
contiguità spaziale tra micro-imprese ha una funzione positiva: crea
scambi, collaborazione, è un valore aggiunto. Due suggerimenti. Primo:
focalizzare maggiormente l'attenzione sui possibili clienti, cioé pubblica
amministrazione e imprese medio-grandi. Secondo: promuovere contatti con
realtà analoghe alle nostre in altri paesi europei. Favorirebbe una
visione internazionale, la creazione di partnership, l'apertura di spazi
di mercato senza correre subito il rischio di essere assorbiti."
|
Francesco Baschieri
|
WAYMEDIA - "I Tech Off è l'approdo di un percorso
iniziato tre anni fa vincendo inutilmente l'edizione 2005 di Mambo: la
pesantezza dei requisiti richiesti per beneficarne ci ha convinto a
rinunciare, ma avevamo un business plan pronto e abbiamo bussato qui.
L'aspetto più importante di quest'esperienza è l'incubazione di nuove
imprese: non solo la disponibilità di sedi attrezzate, fondamentale per
una start up, ma anche la possibilità di confrontarsi con realtà affini.
La formazione e il consulente strategico non hanno avuto molto efficacia
pratica. Molto utili, invece, le consulenze professionali, ci servirebbero
oggi, specialmente in materia di contratti, ma ce le siamo dovute giocare
nei primi 12 mesi. Il giudizio è complessivamente positivo, ma per il
futuro opereremmo due correzioni: prolungare l'accesso alle consulenze
fino alla post-incubazione, quando si è consapevoli dei propri bisogni
imprenditoriali, e focalizzare maggiormente l'attenzione sulla vendita."
|
Paola De Nuntiis
|
MUSEI & AMBIENTE - "Team di formazione essenzialmente
accademica, un ingegnere e due ricercatrici Cnr, siamo entrati in I Tech
Off dopo aver beneficiato dell'opportunità Spinner. Non abbiamo avuto
bisogno della sede attrezzata ma usufruito di tutti gli altri servizi e
supporti. Considero utile la parte formativa, certo difficoltosa perché
estranea al nostro dna. Molto utili le consulenze, specialmente quella di
marketing. Insoddisfacente il primo tutoraggio, positivo il secondo: al di
là del ruolo, contano le persone. E' stata un'esperienza faticosa per la
sovrapposizione dell'incubazione e del lavoro, ma il nodo critico era
l'assenza al nostro interno di una figura commerciale e, globalmente, la
scarsa propensione al rischio. Abbiamo costituito l'impresa e tentato di
dar gambe al progetto, ma siamo giunti alla conclusione che era più saggio
chiudere: una scelta vissuta come consapevolezza e non come lutto. Per il
futuro suggerirei due correzioni: ragionare preventivamente con gli
aspiranti imprenditori sui rischi e le possibilità di abbandono, tarare la
costruzione del business plan sulla specificità dell'impresa e il rapporto
col mercato e non solo sui parametri di valutazione interna."
|
|
JSCM - "I Tech Off, per noi, è stato un'esperienza
esplorativa. Incompiuta, perché abbiamo dovuto abbandonarla dopo pochi
mesi. Utile, perché ci ha permesso di verificare rapidamente
l'insostenibilità finanziaria del nostro progetto. Siamo un gruppo di
ingegneri, abbiamo un buon lavoro e non possiamo perdere tempo. Volevamo
capire se l'idea che ci aveva mosso era realizzabile, e a quali
condizioni. Lavorando con gli esperti dell'incubatore, siamo giunti alla
conclusione che il punto di equilibrio poteva essere raggiunto non prima
di 3-4 anni e mettendo in conto ricavi consistenti. Abbiamo elaborato il
business plan previsto alla fine della pre-incubazione e comunicato la
nostra rinuncia. L'aspetto più interessante di quell'esperienza è stato la
possibilità di cimentarsi con un piano industriale e finanziario."
|
|
GRUPPO DREAM IT - "Siamo un gruppo di formazione
industriale, con background prevalentemente tecnico, che cercava stimoli e
supporti per verificare un abbozzo d'idea d'impresa che, alla prova della
pre-incubazione, si è rivelata fragile dal punto di vista finanziario e
commerciale. I Tech Off l'abbiamo scoperto navigando in rete e ci è stato
sicuramente utile, anche se in negativo. Interessante la formazione. Più
che positivo il ruolo del tutor, per la capacità organizzativa di far
coincidere i tempi e i contenuti del percorso con i nostri vincoli di
dipendenti. Meno soddisfacente la consulenza in marketing, forse anche per
il nostro eccesso di aspettative su una materia che, in quella nicchia di
mercato, è di difficile valutazione: parlo dell'applicazione di tecnologie
per realtà virtuale al settore macchine per fittness. Completata la
pre-incubazione e redatto il business plan, abbiamo capito i nostri punti
di debolezza e rinunciato al progetto."
|
|
We Tech Off
|
|